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Ceccato Alte Notiziario

titolo
Ceccato Alte Notiziario
sottotitolo
Pubblicazione Ceccato S.p.A.
azienda
Ceccato S.p.A.
durata
1953 (a. I) - 1957 (a. V)
periodicità
Mensile
distribuzione
Gratuita ai dipendenti e alla rete commerciale
editore
Ceccato S.p.A.
direttore
Mario Salvadori, Pier Luigi Fonti
contributi
Pietro Ceccato, Mario Brunello, Antonio Scalabrin, Giuseppe Gentilin, Mario Longo
illustratori
Vasco Sgaggio
compilatore
Roberto Baglioni

Il "Notiziario Ceccato è opera di Pietro Ceccato, fondatore carismatico, nel 1936, dell’omonima azienda meccanica, ancora oggi attiva, che esordì nella produzione di bruciatori per forni da pane. La vita e il carattere della rivista (1953-1957) fu dunque specchio di un’esperienza umana e imprenditoriale assai originale, al culmine della sua più significativa affermazione: l’azienda sotto Ceccato arrivò ad occupare 550 operai e 55 impiegati. Tale espansione fu testimoniata anche dalla costruzione del nuovo e imponente stabilimento produttivo, iniziata nel 1952. L’eclettismo di Ceccato, che, ricordiamo, fu in precedenza farmacista, corridore di moto e musicista emerge da un suo profilo biografico Quarantotto anni di vita. Diciotto all’industria nel primo numero della rivista.

La sua attività affrontò, nel dopoguerra, difficili sfide nella produzione di compressori d’aria e nella realizzazione di attrezzature per stazioni di servizio (ponti elevatori e accessori originali per officine). La notorietà del marchio s’incrementò rapidamente con la creazione di un motore ausiliario per biciclette (1949) e di un ciclomotore di successo (‘Romeo’), che assicurarono all’azienda il passaggio alla produzione di motociclette sportive nelle due motorizzazioni 75 cc. e 125 cc. La pubblicazione esordisce con il saluto del Presidente e fondatore: "qui si fa il punto della nostra azione per confrontarci nella lunga storia che speriamo di percorrere insieme con la massima celerità. Ogni tanto è bene orizzontarsi per considerare le cose con un occhio al passato ed uno vigilante all’avvenire. ‘Non è mai troppo tardi per andare più oltre’: ecco il motto che mi ha spinto fino a questo primo traguardo. Se anche voi lo adotterete, miei collaboratori e amici, sono sicuro di ricevere il maggior impulso per avanzare verso mete sempre più alte". Ceccato trasmette nel suo giornale l’ambizione di superare il ruralismo e il localismo della provincia vicentina, guardando lontano, pensando a una fabbrica proiettata su vasti orizzonti di mercato, all’avanguardia nelle relazioni industriali, sensibile alla questione operaia e votata alla cancellazione del conservatorismo padronale. Nella sua ottica la fabbrica doveva essere il fulcro di una ‘cittadella del lavoro’, col suo impatto urbanistico delineato dallo stesso Ceccato: egli tracciò la viabilità della cittadina, intitolandola a scienziati e musicisti, fece edificare una sala cinematografica e case destinate agli operai. Tale rapporto privilegiato col territorio suggerisce, nel n. 2/1953, la proposta di denominare il comune industriale di Alte in Alte Ceccato (decisione presa con delibera comunale nella seduta del 26 giugno 1954). L’house organ è diviso in rubriche secondo la seguente bipartizione, pensata dal suo primo Direttore responsabile Mario Salvadori: quelle ad Uso interno: "nella rubrica tratteremo cose che interessano i membri, grandi e piccoli delle Officine Ceccato, riceveremo i loro suggerimenti, sia riguardo al Notiziario che relativi ai fatti di meccanica…" e quelle ad Uso esterno: "nella rubrica avranno ingresso tutte le idee, tutti gli scritti, tutte le fotografie che i nostri valorosi rappresentanti vorranno elargirci…". Tra le rubriche fisse ricorrono Note dal Vivaio (notizie dalla Scuola di addestramento professionale ‘Don Smittarello’, bacino dal quale Ceccato attinge per i futuri tecnici e operai); La Pagina della Produttività (contenente i programmi e le strategie innovative dell’azienda, lasciando spazio tanto agli operai, quanto ai dirigenti e rappresentanti); Note tecniche (approfondimenti specifici nel campo della meccanica e dell’idraulica). Di tenore più ricreativo sono le rubriche Moto club Ceccato (rassegna dei raduni motociclistici dei club con servizi fotografici); La Pagina sportiva (cronaca delle gare e delle competizioni con particolare attenzione all’Unione Sportiva Ceccato); Posta del Direttore (lettere con suggerimenti e contributi al Notiziario). A partire dal secondo anno di pubblicazione, diventa ricorrente anche la rubrica divulgativa dedicata ai grandi maestri dell’arte che hanno operato sul territorio. Sempre in campo culturale, il mensile si prende l’impegno per impiantare una piccola biblioteca aziendale. L’attenzione verso i dipendenti è testimoniata anche mediante l’istituzione di concorsi a premi che spaziano da quello per le frasi pubblicitarie adatte ai prodotti Ceccato, al concorso di grafica a china “Bianco e Nero”, passando per quelli fotografici. Ampio spazio è riservato ai servizi sulla partecipazione della società a mostre, fiere ed eventi quali il Salone dell’automobile di Torino o la Fiera campionaria di Milano, dove verrà presentata una moto in versione 200 cc. di cilindrata a due tempi e due cilindri. Una bella testimonianza di come l’azienda fosse attenta alle dinamiche internazionali dell’industria meccanica la si legge nell’articolo Con la missione di tecnici negli Stati Uniti (n. 1/1954) contenente i resoconti della visita d’istruzione dei dipendenti nelle principali aziende metalmeccaniche d’America. Col n. 7/1953 il Direttore inizia a sperimentare la pubblicazione, rimasta senza seguito, di un romanzo feuilleton legato alla realtà industriale locale, Gerolamo il conquistatore, che richiede la partecipazione attiva dei lettori per orientarne lo svolgimento e, nel n. 5/1955, allega un inserto per un referendum di gradimento del Notiziario. Insieme all’ampliamento dello stabilimento, con la nuova fonderia dell’azienda (n. 9/1954 e successivi), nel 1956 si avvia un vasto programma di razionalizzazione degli impianti in risposta alla crescente esigenza di competitività. Con la morte del fondatore (cui la rivista dedica un monografico n. 6/1956) avvenne una vera e propria cesura storica nell’azienda e l’entusiasmo per la produzione di motocicli, insieme alla passione per il mondo delle competizioni venne progressivamente meno: nonostante la crescita in competitività e l’allargamento della gamma prodotta, si assistette al repentino disimpegno sul mercato motociclistico, nella convinzione che le auto utilitarie di nuova produzione avrebbero soppiantato le moto e reso vano ogni tentativo di un loro rilancio. La rivista tramontò col proprio fondatore e, nel suo ultimo numero, per la prima volta semestrale (gennaio-giugno 1957) si sancì l’avvento del nuovo Consiglio d’amministrazione, che vide l’ingresso delle famiglie Dolcetta e Capra e del nuovo direttore generale, Franco Guenzi. La nuova proprietà decise di lì a poco (1961) la cessazione della produzione motociclistica, a favore di quella dei compressori d’aria, degli accessori per auto officine e dei sistemi automatici di lavaggio dei veicoli, attività in cui la società primeggia ancora oggi.