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Collaborazione

titolo
Collaborazione
sottotitolo
Circolare interna di notizie tecniche e commerciali riservata ai dipendenti della Pirelli spa
azienda
Pirelli
durata
15 novembre 1945 (a. I, n. 1) - 15 dicembre 1950 (a. VI, n. 103)
periodicità
Mensile
distribuzione
Distribuito al personale di vendita della Pirelli
direttore
Giuseppe Luraghi, Giampiero Zanni
stampatore
Tipografia Negro
compilatore
Chiara Guizzi

Il foglio, a cura degli Uffici sviluppo e propaganda del gruppo gomma, è rivolto agli “impiegati dell’organizzazione di vendita” dei settori pneumatici e articoli vari. Nella presentazione della redazione si legge: “Il segreto della riuscita di una grande azienda risiede nella intelligente collaborazione di tutti gli organi che la compongono e la collaborazione diventa sempre più efficace con l’accrescersi del patrimonio di conoscenze nei singoli”.

Scopo del notiziario è dunque fornire notizie utili a: “acquistare nozioni esatte e controllate sulla nostra produzione e sulle questioni tecniche, tecnologiche, di vendita e pubblicitarie che ad esse si riferiscono”; “formarsi giudizi e concetti, in quanto possibile esatti, su persone e su situazioni che vengono man mano alla ribalta»; «sapere quanto di interessante è avvenuto o avviene nella grande famiglia Pirelliana in modo di farci conoscere reciprocamente e rafforzare quei legami di cordialità che possono consentire di superare difficoltà di vario genere”. Si è all’indomani della guerra, nel momento di “riunire e potenziare tutte le [...] forze” per riprendere l’attività produttiva e avviare una difficile ricostruzione dell’organizzazione aziendale. In questa sfida e in quella non meno impegnativa di fronteggiare la concorrenza che presto si sarebbe riaffacciata sui mercati, l’azienda si appella all’unica ricchezza di cui si può disporre in abbondanza, in un paese povero di materie prime e di infrastrutture: l’“elemento umano”, le “doti di ingegnosità, laboriosità, sobrietà”. Il periodico intende dunque servire da “pungolo” per “stimolare l’operosità, aumentare le conoscenze, facilitare la comprensione reciproca” (dall’editoriale del primo numero, Ripresa, molto probabilmente a firma di Giuseppe Luraghi, direttore degli Uffici sviluppo e propaganda). La veste grafica è inizialmente molto povera - in bianco e nero e con il testo su tre colonne - la carta di scarsa qualità. I primi numeri (1945-1946) sono dedicati a informare sulla situazione della produzione presso la Pirelli e presso i concorrenti esteri, soprattutto negli Stati Uniti, sul mercato delle materie prime e sull’opportunità o meno di tornare ad approvvigionarsi di quelle naturali (gomma e cotone) in luogo di quelle sintetiche. Altre notizie sono dedicate ai prodotti Pirelli, alla pubblicità e propaganda e soprattutto alle condizioni e all’organizzazione di vendita. In ultima pagina “Radio Pirelli”, con brevi notizie dalla Pirelli e dall’industria della gomma nel mondo. Dal n. 13 del 1946 compare il “Bollettino delle vittorie” ottenute da automobili gommate Pirelli. Sin dall’inizio viene richiesta la collaborazione dei lettori, con commenti, suggerimenti, idee. La risposta è però scarsa. Nel n. 19 del 1946 si lamenta infatti che la collaborazione al foglio, “pur già avviata su interessanti binari, non abbia ancora raggiunto quell’ampiezza che sarebbe nei nostri desideri”. “Non temete!” - è l’esortazione rivolta ai lettori per fugare le probabili preoccupazioni del personale ad esporsi - “la redazione di Collaborazione è un ufficio di colleghi vostri”. Per incentivare i contributi, nell’ultimo numero del 1946 viene lanciato un concorso che avrebbe premiato i migliori articoli dell’anno, i più assidui collaboratori e l’ufficio che avesse fornito il maggior numero di articoli in rapporto al personale. Nel corso del 1947 le collaborazioni dei lettori - con commenti, critiche, proposte sull’organizzazione di vendita - aumentano e le pagine salgono fino a otto. Molti degli interventi sono però firmati con uno pseudonimo tanto che sul n. 31 si invitano i collaboratori a firmare gli articoli col proprio nome: “il conoscere personalmente il collega che ha scritto su un determinato argomento ci infonde una maggiore fiducia nelle sue affermazioni e ci dà una maggior scioltezza nel rispondere”. I temi principali trattati a partire dal 1947 sono le vendite, la concorrenza e, sempre di più, la pubblicità e propaganda. Si segnala in particolare, sul n. 70 del 1949, la pubblicazione dei vincitori del concorso indetto da Pirelli per sei manifesti e due motti pubblicitari per la gommapiuma e per il pneumatico Stella bianca, scelti tra quarantamila motti e oltre ottocento manifesti pervenuti. Dal 1948 iniziano ad apparire i resoconti delle fiere ed esposizioni alle quali la Pirelli ricomincia a partecipare con propri prodotti, e compaiono le prime fotografie. Questi articoli si fanno sempre più numerosi, così come i corredi fotografici, sino ad arrivare al n. 78 del 1949, interamente dedicato alle immagini della Fiera di Milano. Sul primo numero del 1948 Giuseppe Luraghi in prima persona torna a sollecitare le collaborazioni, che hanno subito un calo. Nel farlo egli ricorda come “Collaborazione” sia “un ottimo mezzo per tenere al corrente anche le più lontane organizzazioni di vendita dei problemi commerciali di carattere generico che non possono fare oggetto di circolari specifiche di ufficio, [...] un mezzo per scambiare fra i membri delle organizzazioni periferiche le esperienze professionali, [...] una palestra aperta a tutti per la trattazione di argomenti di lavoro, [...] un mezzo di amalgama e di reciproca conoscenza fra i colleghi e i superiori”. Nel corso dell’anno le collaborazioni aumentano, anche da parte delle filiali, che inviano contributi scritti dal proprio personale e fotografie dei luoghi di lavoro. Le pagine salgono fino a sedici. Tra i temi più dibattuti: il problema delle provvigioni di vendita e il mestiere del produttore. Sul n. 68 del 15 dicembre 1948 appare un nuovo Invito a collaborare di Giuseppe Luraghi, rivolto soprattutto ai ranghi più bassi del personale: “è tempo che coloro i quali si sono mostrati più schivi si facciano avanti. Questa forma davvero simpatica e democratica che viene offerta a tutti per esprimere un’opinione, per avanzare una proposta, [...] deve trovare un’eco profonda e veramente sentita anche negli impiegati di grado meno elevato e non deve essere riservata soltanto a pochi distinti funzionari e dirigenti”. Sul n. 50 del 1948 viene lanciata l’iniziativa di pubblicare le fotografie di “tutti gli appartenenti all’organizzazione vendita, perchè ad ognuno sia possibile di formarsi una fotografia completa dei colleghi»”. Le foto inviate sono pubblicate nella rubrica “Conosciamoci”. Al 1949 risalgono alcuni cambiamenti nella grafica della testata e nell’impaginazione (su quattro colonne anziché tre). Le pagine aumentano ancora (fino a 20). Dalle pagine del n. 76 (aprile 1949), Franco Brambilla, nominato a capo della Direzione Centrale Gomma, porge il suo saluto a tutti i collaboratori, annunciando l’avvento di tempi duri, per l’agguerrita concorrenza nazionale ed estera. Per affrontarli Brambilla invoca una “collaborazione fra Vendita e Fabbrica [...] piena ed assoluta”, auspicando che in futuro anche i tecnici di fabbrica facciano sentire la propria voce, così come, dalle colonne di “Collaborazione”, avevano sino a quel momento fatto i venditori. Giuseppe Luraghi è da poco uscito dall’azienda e Brambilla in qualche modo ne raccoglie qui l’eredità, augurandosi che “la forza propulsiva della compagine [aziendale]” riesca a mantenersi quella che tanto vigorosamente era stata impressa dall’amico e collega. Dal n. 85 dell’ottobre 1949, entrando nel quinto anno di vita, la pubblicazione assume una forma più elegante: cambia la veste grafica e la carta non è più quella gialla di utilizzo ma la normale carta bianca. I redattori rinnovano il desiderio che essa rappresenti “la palestra per costruttive discussioni di indole commerciale, tecnica e amministrativa”. Direttore responsabile è Giampiero Zanni. Di lì a poco però “Collaborazione” avrebbe cessato la pubblicazione, per lasciare il posto a un vero e proprio house organ, diretto sempre da Zanni: “Fatti e Notizie”. Così la redazione prende commiato dai suoi lettori nel dicembre 1950: “Sorse che la guerra da poco era finita. Gli Uffici nostri, dopo vicissitudini di vario genere, erano in gran parte smembrati. Collaborazione rappresentò il primo legame che li univa. Parlava a tutti un linguaggio di facile comprensione, portava nel lavoro un raggio di fiducia e di serenità dopo gli anni terribili. I problemi che si affacciavano alla ribalta erano numerosi, gravi e urgenti. Con modestia ma con fermezza Collaborazione cercò di affrontare e di risolvere quelli che nascevano dal lavoro quotidiano; espresse il suo parere su decisioni prese, chiarì situazioni, avanzò proposte, molte delle quali si mostrarono pienamente aderenti alle necessità dell’ora. Tutti, entro i limiti dell’inquadratura prospettata, poterono esprimere il loro parere su questioni contingenti. Noi che l’abbiamo vista nascere e l’abbiamo curata per tutto questo non breve periodo ci sentiamo di poter affermare che Collaborazione ha effettivamente risposto ai compiti che si era prefissa. Gli argomenti più pressanti sono stati trattati. Nel frattempo sono sorte altre iniziative per comunicare notizie agli interessati. Pensiamo quindi che Collaborazione possa cessare”.