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Cornigliano

titolo
Cornigliano
sottotitolo
Rivista bimestrale di informazione aziendale della Cornigliano S.p.A.
azienda
Cornigliano
durata
gennaio-febbraio 1957 (a. I, n. 1) - settembre-ottobre 1960 (a. IV, n. 5)
periodicità
Bimestrale
distribuzione
Distribuita gratuitamente in abbonamento postale ai dipendenti della Cornigliano e ad alcuni pubblici selezionati
editore
Cornigliano
direttore
Arrigo Ortolani
art director
Eugenio Carmi
contributi
Carlo Fedeli
illustratori
Riccardo Manzi, Flavio Costantini, Renzo Vespignani
fotografi
Kurt Blum
stampatore
Agis – Stringa
compilatore
Carlo Vinti

Pubblicazione periodica uscita nei primi anni di attività delle acciaierie di Cornigliano, destinata ad essere sostituita a partire dal 1961 da “Rivista Italsider”. I fascicoli bimestrali sono preceduti da un “Numero unico di informazione aziendale”, pubblicato a dicembre del 1956 in coincidenza con il varo di tutto il programma di relazioni pubbliche che Gian Lupo Osti (noto dirigente Finsider che in Cornigliano entrò nel 1955 con la carica di Segretario generale) aveva impostato per l’azienda siderurgica genovese.

La redazione infatti era composta dai membri dell’ufficio Stampa e pubblicità dell’azienda che nel 1959 assunse la denominazione di ufficio Relazioni pubbliche. Al suo esordio, la rivista era destinata quasi esclusivamente ai dipendenti e si presentava come strumento di “dialogo” tra la dirigenza e la comunità aziendale. Tale approccio risultava evidente nell’uso di uno strumento come il sondaggio di opinione. Il primo numero sperimentale conteneva infatti un questionario che intendeva verificare l’effettiva richiesta da parte dei dipendenti di uno strumento come il giornale aziendale e le loro preferenze riguardo alle caratteristiche che avrebbe dovuto assumere. Il fascicolo successivo, con il quale il bimestrale cominciava le sue pubblicazioni regolari, si apriva con un editoriale compiaciuto per l’inaspettata quantità di risposte e annunciava la futura impostazione della rivista, concepita come “uno specchio fedele e obiettivo dell’attività aziendale nel suo complesso”, escludendo “inutili divagazioni nel regno della varietà giornalistica”(n.1, gennaio-febbraio 1957).
Questo programma iniziale di fatto non escluse un ruolo di tipo diverso per la rivista: un’opera di mediazione fra l’azienda e il mondo esterno. In occasione di un ulteriore sondaggio nel 1958, la redazione precisava che il lavoratore per “vivere e operare a proprio agio in una grande industria moderna” aveva bisogno di “una più larga base culturale”. Oltre a conoscere l’intero apparato produttivo nel quale era inserito, egli doveva prendere coscienza “di sé e del mondo che lo circonda e dei fenomeni e problemi di cui è intessuta la vita” (n. 1, gennaio-febbraio 1958). Nei primi anni dunque domina l’informazione sull’organizzazione aziendale, sulla realtà tecnologica dell’industria, sui dati economici della siderurgia nazionale e mondiale. Tali notizie erano fornite ai lettori della rivista anche con l’apporto fondamentale delle invenzioni grafiche del pittore genovese Eugenio Carmi, che curava l’intera immagine dell’azienda.
Dal numero del febbraio 1959, Carmi figura in sommario non più come impaginatore ma come collaboratore artistico. Il suo coinvolgimento nel lavoro di impostazione editoriale cresce progressivamente, mentre Cornigliano allarga l’orizzonte dei propri interessi. Gli argomenti degli articoli erano selezionati con un procedimento simile a quello impiegato da Carmi per la scelta delle immagini: un pretesto siderurgico era quasi sempre presente e permetteva la pubblicazione di testi come la Storia del ferro dalle origini ai giorni nostri (pubblicata in otto puntate dal n. 4, luglio-agosto 1957 al n. 5, maggio-giugno 1958) o un resoconto sull’”Arte metallurgica” all’ultima Biennale di Venezia (n. 4, luglio-agosto 1958). Non mancavano incursioni in territori solitamente interdetti alla stampa aziendale, come il ciclo di articoli intitolato Che cos’è il sindacato? pubblicato su specifica richiesta di un lettore (n. 5 settembre-ottobre 1958; n.1, gennaio-febbraio 1958; n. 4, luglio-agosto 1958).
Se si consulta il sommario dei numeri della rivista nel suo ultimo anno di vita, la varietà e l’apertura maggiore sembrano evidenti. Nel n. 3 del giugno 1960, ad esempio, compaiono i seguenti titoli: L’industria italiana alla vigilia dell’unificazione del regno, La psicologia nel mondo del lavoroUna nuova era per il mezzogiorno. Gli articoli non sono quasi mai firmati, ma tra i collaboratori della rivista ci furono certamente Giuseppe Ceccarelli, Giorgio Clavarino, Luciano Rebuffo e Carlo Fedeli, futuro direttore di “Rivista Italsider”.  Le immagini pubblicate all’interno di “Cornigliano” erano affidate a illustratori come Riccardo Manzi, Flavio Costantini e Renzo Vespignani, oppure alle risorse della fotografia moderna, soprattutto dal momento in cui Carmi cominciò ad avvalersi del fotografo svizzero Kurt Blum, particolarmente abile nel ridure i paesaggi industriali e siderurgici alla contrapposizione di forme e valori luminosi puri. L’aspetto più interessante della rivista è però senza dubbio l’azione di promozione dell’arte contemporanea portata avanti principalmente attraverso le sue copertine. Le prime sono dello stesso Carmi e restituiscono con una sorta di figurazione informale elementi del paesaggio siderurgico come gli altiforni e i laminatoi (nn. 1-6).
Il linguaggio adottato in quelle prime prove di Carmi fu percepito come audace, tanto che la rivista ritenne opportuno pubblicare un articolo dai toni divulgativi in cui si tentavano di chiarire le origini della pittura moderna a un pubblico costituito in gran parte dai dipendenti dell’azienda. In tale testo, i dipinti di Carmi venivano visti come un intervento educativo volto a “creare l’abitudine e la comprensione di un certo linguaggio moderno” attraverso un percorso graduale di avvicinamento all’astrazione, che arrivava fino alla copertina realizzata per il fascicolo del dicembre 1957, giudicata “più decisamente e audacemente astratta” (Le nostre copertine, n. 6, Natale 1957-Capodanno 1958).
Nel corso dell’annata 1958 le copertine diventano prevalentemente fotografiche. In seguito, esse cominciano a ospitare opere di vari artisti, il cui profilo viene brevemente presentato nella pagina del sommario. Nel numero 1 del 1959, compare una Pittura su acciaio di Emilio Scanavino. Nel fascicolo successivo è la volta di Georges Mathieu, con un’opera intitolata Siderurgia; quindi, nell’ordine: Renzo Vespignani, ancora un’incursione di Carmi, poi Riccardo Manzi, Gianni Dava, una Composizione in ferro di Alberto Burri e un’opera dello “scultore siderurgico” Nino Franchina, che aveva già realizzato per la Cornigliano una scultura in ferro intitolata Commessa 60124, (pubblicata in controcopertina nel num. 5, 1959). Infine, nel 1960, quando ormai la fusione con l’Ilva era imminente, le copertine furono dedicate a Arnaldo Pomodoro con una composizione in acciaio e rame dal titolo Sintesi della laminazione e a Agenore Fabbri, anch’egli con una scultura di acciaio. Come si vede, tutte le opere erano scelte in base ad un criterio di contiguità con il mondo della siderurgia, cui facevano sempre riferimento o il titolo o i materiali impiegati.  La direzione artistica di Eugenio Carmi prevedeva il coinvolgimento di protagonisti della ricerca artistica contemporanea, cui si offriva una opportunità di visibilità mentre la loro opera contribuiva alla costruzione dell’immagine pubblica della Cornigliano.
I redattori della rivista erano ben consapevoli che il loro esperimento comportava dei rischi. Non a caso, i sondaggi somministrati periodicamente ai lettori contenevano frequentemente domande sull’impianto visivo e, in particolare, sulle copertine della rivista (I risultati del sondaggio, n. 2, marzo-aprile 1958). Ma Eugenio Carmi e il gruppo dell’ufficio Relazioni pubbliche mantennero una fiducia costante nella possibilità di avvicinare anche il pubblico dei dipendenti ad un’estetica di avanguardia. Questa strategia, insieme culturale e promozionale, proseguì poi con la “Rivista Italsider”, pubblicazione periodica della nuova società sorta in seguito alla fusione di Cornigliano e Italsider nel 1961.