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Cronache della Rinascente

titolo
Cronache della Rinascente
sottotitolo
Rassegna di vita e di lavoro nei grandi magazzini poi Bimestrale delle attività aziendali, per il personale
azienda
La Rinascente
durata
1947 - 1972
periodicità
Trimestrale, poi bimestrale
editore
La Rinascente
direttore
Alfredo Ceriani, Luigi Cappelletti, Francesco Griccioli
contributi
Albe Steiner, Roberto Sambonet, Gian Carlo Fusco, Natalia Aspesi, Maria Pezzi, Camilla Cederna, Piero Fortuna, Rosanna Prezioso, Giorgio Carapelli
stampatore
Stabilimento Poligrafico G. Colombi, La cromotipo, Tipografia Antonio Cordani
note
L’ultimo numero consultato è il n. 68 del dicembre 1972 dove si annunciano i cambiamenti del magazzino di Milano-Duomo, ma la rivista continua con il numero speciale dell’aprile 1973 (n. 69) dove compare un nuovo direttore (Pier Luigi Ambrosioni). Il numero è dedicato all’apertura della nuova filiale di Torino e in apertura si dà notizia della scomparsa del vicepresidente Senatore Borletti.
compilatore
Ali Filippini

“Cronache della Rinascente-Upim” sarà dal 1947 il nuovo house organ del grande magazzino milanese, nella fase del secondo dopoguerra. Prima di allora, nel 1929, nasceva per i dipendenti il giornale aziendale ”Echi della Rinascente”, uno dei primi in Italia, che nel 1936 diviene “La Famiglia Rinascente-Upim” (l’Upim è inglobata nel 1934) poi “Cronache” con il sottotitolo di “Rassegna di vita e di lavoro nei grandi magazzini”, un periodico destinato “a informare e collegare” e “riflettere la vita di tutti i giorni”. L’interruzione del precedente “La Famiglia Rinascente-Upim” fu dovuta ai bombardamenti del 1943, che bloccarono la pubblicazione della rivista, programmazione ripresa solo nel gennaio del 1947 ( ma nell’ottobre del 1946 Rinascente pubblicò un volume speciale dedicato “alla storia delle nostre vicende attraverso la guerra” che non faceva parte delle pubblicazioni periodiche).

"Torniamo a pubblicare, in forma pur modesta, questi fascicoli tanto cari a tutti i nostri collaboratori, dopo un silenzio di quasi quattro anni […] Perciò questo primo fascicolo colma la lacuna lasciata nei nostri annali dalla parentesi di guerra o, per meglio dire, vorrebbe colmarla, poiché non è da pretendere che in poche pagine si possano condensare tutte le varianti avvenute tra il nostro personale dal 1943 al 1946 e tutte le notizie degne di nota riferentesi allo stesso periodo […]Noi sappiamo che tutti i nostri collaboratori amano questi fascicoli colmi di notizie e di informazioni, che scaturiscono immediatamente dalla loro quotidiana fatica, dalla loro gioia e dal loro dolore" (dal n. 1 del gennaio 1947). Direttore della rivista, fino al 1960, è Alfredo Ceriani, giornalista del Corriere della Sera (e animatore costante del premio Compasso d’Oro) che per l’azienda aveva il compito di “coordinare” il lavoro di chi curava l’immagine di vetrine e packaging (quindi di risorse interne come Giuseppe Porrini, Roberto Sambonet, Giancarlo Ortelli, Giancarlo Iliprandi ma anche collaboratori come Munari). La Rinascente, infatti, era una delle poche aziende ad avere al suo interno un proprio ufficio di pubblicità che funse da coagulo per un gran numero di creativi; molti futuri professionisti del nascente design italiano e della grafica collaboreranno con Rinascente dai primi anni cinquanta. Ricordiamo Max Huber, che inventa il nuovo marchio “l R”, e Albe Steiner che inizia a collaborare con le foto del primo catalogo aziendale, ideando anche (con Paolo Rosselli) il marchio del Compasso d’Oro, contribuendo - al pari di Roberto Sambonet e Bruno Munari, tra gli altri – anche alla creazione di display e al progetto di vetrine. La rivista ospita articoli dedicati alle strategie di espansione e ai successi del gruppo (apertura di nuove filiali, come Genova e Torino, o la progettazione delle grandi sedi come la seconda di Roma in Piazza Fiume raccontata dagli stessi architetti Albini, Helg) oltre alle rubriche sulla “vita del magazzino”: l’attività del circolo, le nascite, i matrimoni, i lutti, i pensionamenti, le onorificenze, gli “atti di onestà”. A partire dal 1954 grande spazio verrà dedicato ai temi dell’industrial design, avendo La Rinascente fondato il premio Compasso d’Oro, dal 1958 gestito insieme all’ADI; le liste con i vincitori del concorso e relativi “report” sono regolarmente riportati nelle pagine della rivista. Approfondimenti trasversali sono dedicati ai temi della cultura d’impresa e agli aspetti legati alla vendita-pubblicità, tali approfondimenti (introdotti dal titolo “profili di casa nostra”) ad esempio hanno titoli come “io e il cliente”, “psicologia del consumatore”, “i regali nella società dei consumi”, “il gerente del grande magazzino”, e rimandano a riflessioni generali affrontate dal gruppo, spesso in riferimento diretto a comportamenti-stili adottati, con rimandi, quindi, a realizzazioni pratiche nei negozi e politiche di vendita. Non mancano gli aggiornamenti legati alle attività interne soprattutto all’addestramento e alla formazione del personale di qualsiasi livello (ad esempio con titoli come “Gli audiovisivi potenziano il nostro sistema di addestramento”). Le copertine sono illustrate fino al numero di aprile-giugno 1949 quando si iniziano a usare anche le fotografie; mentre bisogna aspettare il 1954 per trovare dei significativi cambiamenti nel progetto grafico, che migliora con maggiore uso di foto a colori e un impaginato grafico più chiaro. Cambia leggermente in quegli anni anche il titolo della rivista che diventa solo “Cronache la Rinascente Upim”. “Cronache” continua così a riportare in sostanza i principali avvenimenti della società, come espresso da Cesare Brustio - che passa alla direzione generale nel 1956, rimanendovi fino al 1969 - nel numero del luglio 1956: "Ci siamo accordati su quello che dovrebbe essere il compito e lo scopo di questo giornale aziendale: e cioè rafforzare il così detto 'senso del gruppo' dei dipendenti dell’Azienda". Dal numero 23 del marzo 1961, direttore Luigi Cappelletti, si ha un ulteriore cambiamento con l’adozione di un formato diverso, ridotto considerevolmente e dalle proporzioni quadrate, e relativa veste tipografica. L’azienda aveva subito in quel periodo dei cambiamenti direttivi, il numero (con sottotitolo “bimestrale delle attività aziendali, per il personale” a cura dell’Ufficio Relazioni Pubbliche della Rinascente) esce, infatti, con un ritardo di tre mesi, e nell’introduzione del fascicolo è ribadito come “Cronache” venga “maggiormente caratterizzato come pubblicazione della nostra Azienda”.  Nel numero si celebrano i festeggiamenti per i dieci anni di apertura della sede di piazza Duomo del dicembre 1950, evento al quale è dedicata la copertina e un articolo del noto giornalista di cronaca e costume Gian Carlo Fusco. Nel 1970, con il numero 55, “Cronache” cambia nuovamente formato ritornando a dimensioni più grandi, cambia anche il direttore responsabile (Francesco Griccioli) e la rivista si apre a collaborazioni su temi di “costume” e approfondimenti dedicati alle diverse merceologie o ai consigli pratici di varia natura (per es. gli itinerari per le vacanze) rivolgendosi a firme dei rotocalchi popolari del periodo. Scrivono in quel decennio per “Cronache”: Natalia Aspesi ("Il Giorno"), Maria Pezzi, Camilla Cederna, Piero Fortuna ("Epoca"), Rosanna Prezioso ("Confidenze"); mentre regolari diventano le pagine illustrate di Giorgio Carapelli (art director di Arianna). Tra i contenuti, la parte dedicata a “Le vostre rubriche”, dedicata di volta in volta ai libri, dischi, la bellezza.