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Comunicare l’impresa > La Ferriera
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Da 8 a 18
formato
cm. 30 x 38; poi: cm 21 x 29
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bn

La Ferriera

titolo
La Ferriera
sottotitolo
Mensile interno gratuito per il personale della A.F.L. Falck S.p.A.
azienda
Acciaierie e ferriere lombarde Falck
durata
1952-1989
periodicità
Mensile dal 1952 al 1970; Bimestrale dal 1970 al 1971; Trimestrale dal 1971 al 1975; Semestrale dal 1975 al 1989
distribuzione
Spedizione in abbonamento postale - gruppo III (gruppo IV da mar. 1955)
direttore
Armando Frumento
art director
Gianfranco Brogiolo
contributi
Mario Portalupi, Francesco Tatò, Alberto Pirelli, Mario Carafoli, Mario Monteverdi, Alfredo Cortesi, Michele U. Buonafina, Mario Fumagalli, Umberto Colombo, Sergio Petracchi, Bruno Falaschi, Annibale Del Mare, Luigi Santucci, Ketto Cattaneo, Lello Maffia
stampatore
Arti Grafiche Pezzini, Arti Grafiche Brugora, Industrie Grafiche F.lli Azzimonti Spa
compilatore
Andrea Strambio

La Ferriera,  esce con il primo numero di otto pagine nel gennaio 1952.

Nel primo editoriale intitolato Il perchè di questo giornale si legge: “Ecco allora sorgere questo notiziario dal nome familiare a tutti i dipendenti e particolarmente caro ai più anziani fra essi, il quale accoglierà nelle sue pagine solo ciò che sarà dimostrativo di concordia serena ed affettuosa, così da cementare sempre più i rapporti fra i lavoratori e l'azienda”.

La redazione del giornale è nella sede Falck di corso Matteotti a Milano e per il primo decennio la direzione è affidata ad Armando Frumento, noto storico e politico liberale oltre che dirigente della società sestese.

La Ferriera,  esce con il primo numero di otto pagine nel gennaio 1952.

Nel primo editoriale intitolato Il perchè di questo giornale si legge: “Ecco allora sorgere questo notiziario dal nome familiare a tutti i dipendenti e particolarmente caro ai più anziani fra essi, il quale accoglierà nelle sue pagine solo ciò che sarà dimostrativo di concordia serena ed affettuosa, così da cementare sempre più i rapporti fra i lavoratori e l'azienda”.

La redazione del giornale è nella sede Falck di corso Matteotti a Milano e per il primo decennio la direzione è affidata ad Armando Frumento, noto storico e politico liberale oltre che dirigente della società sestese. Con Frumento collabora dal principio il direttore responsabile Osvaldo Maria Fizzotti che gli succede alla guida della testata nel giugno 1963 restandovi fino al 1989.

Accanto all'editoriale, sulla prima uscita si trova anche un appello ai lavoratori Falck affinchè collaborino al giornale inviando testi, notizie e immagini che dal numero successivo compaiono nelle pagine interne.

La copertina del giornale, che inizialmente è composto da due fogli piegati a formare le otto pagine formato tabloid, viene occupata da un'immagine a tutta pagina: vedute di stabilimenti o inaugurazioni di impianti che solo nel periodo natalizio lasciano spazio immancabilmente ad immagini evocative del clima festivo.

Per quasi tre anni, dal gennaio '52 al settembre '54 la seconda pagina è dedicata alla storia dell'impresa, raccontata a puntate dalle sue origini nel 1833 fino al 1913. Più tardi , tra il '59 e il '61, La Ferriera ospita in 18 puntate la Storia del ferro in Italia di Mario Conconi.

Le pagine centrali sono generalmente occupate da reportage fotografici che documentano sia l'ammodernamento dei reparti produttivi che la realizzazione di opere edilizie e servizi sociali per i dipendenti e i pensionati Falck.

L'ultima pagina ospita La Ferriera Sportiva, poi ampliata con l'aumento della foliazione in una rubrica di due o tre pagine. Qui trova riscontro l'attività dei numerosi gruppi sportivi aziendali, dal ciclismo al calcio, dal tennis alle bocce, dagli scacchi alla scherma, dalla vela al canottaggio. In quest'ultimo sport, con i propri equipaggi di Dongo, la Falck regala all'Italia le medaglie olimpiche di Roma nel '60, Tokio nel '64 e Città del Messico nel '68.

In occasione dei concorsi di pittura e di fotografia indetti dalla società il notiziario non manca di documentare l'esposizione dei lavori e la premiazione dei vincitori.

La cura del rapporto con i dipendenti traspare negli anni cinquanta e sessanta anche dalle rubriche fisse Fedelissimi, dedicata alle storie di lavoratori anziani e Falcketti grigioverdi, che passa in rassegna i giovani in servizio militare. Sono frequenti in questi anni anche i reportage dalle colonie estive e invernali organizzate dalla società per i figli dei propri dipendenti.

Nelle pagine del periodico Falck si nota un'attenzione marcata e costante per i problemi della sicurezza sul lavoro, cui sono dedicate sia numerose vignette che articoli di approfondimento.

Nella seconda metà degli anni cinquanta cominciano a comparire alcune firme in calce agli articoli. La prima nel '55 è uno pseudonimo, quella del Fattorino Zepp che racconta in chiave umoristica alcuni episodi di vita aziendale. Nel 1957, dopo un lieve restyling grafico della testata, inizia la pubblicazione di articoli di provenienza e di argomento esterni alla società. Articoli di approfondimento tecnico e di cultura generale vengono riportati da altre pubblicazioni così come pagine di classici della letteratura. Nel corso degli anni sessanta si motiplicano gli articoli firmati, inizialmente scritti solo da dipendenti e in seguito anche da collaboratori esterni.

Dal 1960 viene adottato un formato A4 e la foliazione aumentata da 12 a 18 pagine, rendendo la Ferriera più simile ad una rivista che ad un giornale. Nel 1962, inseme all'introduzione del colore per la stampa delle immagini di copertina, compare la prima inserzione pubblicitaria della Lama Bolzano, che resterà una costante negli anni a venire.

Negli ultimi venti anni di uscite La Ferriera tende a mantenere una continuità nell'estetica come nei contenuti. Si avvertono comunque i mutamenti nella comunità aziendale e non soltanto il suo ridimensionamento numerico.

La veste grafica della testata viene cambiata leggermente nel '66 e nel '72, mentre la periodicità varia da mensile a trimestrale nel '71 e diventa semestrale dal '75 al luglio 89 quando cessa le pubblicazioni. Sull'ultimo numero, che presenta una nuova impaginazione interna curata da Gianfranco Brogiolo, si può notare il cambio di sede da Milano, corso Matteotti a Sesto San Giovanni, via Mazzini.