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Comunicare l’impresa > Notiziario Bracco
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pagine
24
formato
cm. 30 x 21
illustrato
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colore

Notiziario Bracco

titolo
Notiziario Bracco
azienda
Bracco Spa
durata
marzo-aprile 1962 (a. I, n. 1) - settembre 1969 (a. VIII, n. 29)
periodicità
Non ha una periodicità determinata
direttore
Tullio Bracco, Ketto Cattaneo
art director
Mario Scheichenbauer, Studio Inter-vis, Tito Terzi
contributi
Ketto Cattaneo
stampatore
G. Stefanoni
note
Mario Scheichenbauer è stato art director del notiziario fino al n. 12 e autore anche di molti dei disegni che illustrano la rivista; successivamente l'impaginazione è stata curata dallo Studio Inter-Vis (dal n. 13 fino al n. 23) e poi da Tito Terzi (dal n. 24). A partire dal n. 16 del maggio 1966 viene allegato il supplemento “Il giornale dei bambini” a firma “Zio Beppe”, dedicato appunto ai bambini con storie, filastrocche, poesie, giochi.
compilatore
Primo Ferrari / Barbara Cattaneo - Archivio Cattaneo

Nel primo redazionale, a firma del Presidente della Società, Fulvio Bracco, si legge: “Nasce con questo primo numero il «Notiziario Bracco», pubblicazione di informazione sociale che sarà riservata al personale dell’Azienda. Lo sviluppo della 'Bracco' ha portato necessariamente al frazionamento dei dipendenti in molteplici gruppi di lavoro… Ciò va a scapito dell’unità aziendale, dello “spirito di corpo” che in uno complesso industriale è bene invece sia sempre vivo… È mio intendimento far conoscere attraverso questa pubblicazione più da vicino a tutti i dipendenti l’ambiente in cui lavorano, la vita della Società con tutti gli avvenimenti ad essa connessi. Il Notiziario conterrà perciò quanto potrà essere di immediato interesse per tutti nell’ambito della Bracco: ragguagli sui quadri organizzativi, notizie illustrative sullo stabilimento, notizie interne su tutte le attività aziendali quali manifestazioni varie, provvidenze, anagrafe, attività dopolavoristiche ecc.; inoltre in futuro si potrà arricchire la pubblicazione con rubriche diverse affinché soddisfi tutti e sia più interessante …”.

In effetti, la pubblicazione dedica molto spazio alle attività interne all’azienda, con particolare riferimento a quelle del Circolo aziendale dopolavoro, con le sezioni sportiva (tornei di calcio, pesca, bocce), fotografica (concorsi fotografici) e turistica (gite aziendali, colonie per i figli dei dipendenti). L’attività delle sezioni è documentata da un ricco contributo di fotografie, così come vi sono molte immagini relative alla festa della Befana, con la distribuzione dei doni ai bambini, al Carnevale, alla Pasqua.

Fin dal primo numero è presente la rubrica “Notizie di casa nostra” con informazioni sui matrimoni dei dipendenti e sulle nascite; inoltre a partire dal numero 10 del giugno 1964 viene inaugurato lo spazio “Quattro chiacchiere con …” con brevi interviste e immagini realizzate ai dipendenti Bracco.

A partire dal n. 16 del maggio 1966 viene allegato il supplemento “Il giornale dei bambini” a firma “Zio Beppe”, dedicato appunto ai bambini con storie, filastrocche, poesie, giochi.

Sempre dal numero del giugno 1964 si apprende che il notiziario ha ampliato il pubblico dei propri lettori: “In questi ultimi mesi abbiamo iniziato ad inviare il nostro Notiziario a tutte le Ditte, Società, Concessionari ecc. che hanno con noi rapporti di affari o comunità di interessi. Avevamo pensato che sarebbe stato un simpatico mezzo per far conoscere sempre meglio la nostra Bracco, che sarebbe stato un efficace veicolo di pubbliche relazioni”. Questo ampliamento nella diffusione della rivista spiega anche l’aumento di articoli non strettamente inerenti le attività aziendali e dopolavoristiche.

Il primo numero si apre con lo Schema di organizzazione della Bracco Industria Chimica s.p.a. aggiornato all’1 febbraio 1962. In questa tabella di apertura vengono elencate tutte le direzioni con le relative segreterie e il personale con funzioni direttive. Si tratta di un’apertura prettamente istituzionale, che traduce sul piano pratico ciò che il redazionale del presidente aveva posto in evidenza: la necessità di conoscenza e coordinamento fra i vari “gruppi di lavoro”. Il primo numero è anche l’occasione per presentare iniziative varate sia in ambito lavorativo che dopolavoristico: la “cassetta delle idee” per le proposte di miglioramento in ambito lavorativo da parte dei dipendenti, l’apertura della Biblioteca del circolo aziendale Bracco, il primo torneo calcistico fra industrie farmaceutiche, la prima caccia al tesoro della sezione automototuristica sul territorio della provincia di Milano, il primo e secondo concorso fotografico che, in una edizione successiva, vedrà tra i giurati anche il noto fotografo Vincenzo Aragozzini.

Nel notiziario, oltre alle attività dopolavoristiche alle quali sono dedicati dettagliati resoconti e anche pagine promozionali per aumentare le adesioni, vengono fornite informazioni di rilievo riguardanti l’azienda, come le cariche assunte dal presidente Fulvio Bracco all’interno dell’Unione Nazionale Industria Farmaceutica, del Groupement International Industries Pharmaceutiques e dell’Assofarma, il ruolo della Bracco nel Mercato Comune Europeo, il quarantennale dell’azienda e le nuove società del gruppo, le premiazioni ai dipendenti anziani, la partecipazione a convegni medici e della stampa aziendale, le visite agli stabilimenti. Attraverso grafici e tabelle vengono visualizzati alcuni dati statistici come  l’incidenza dei prezzi dei medicinali sul costo della vita, il rapporto tra imposte e busta paga, il rapporto tra giornate di sciopero e di lavoro.

Gli articoli di varietà riguardano i temi più svariati. Oltre la Befana aziendale, il Carnevale, la Pasqua, già ricordati, vi sono articoli sulle vacanze, la primavera, la maternità, la caccia, il ballo, gli sports (ciclismo, sci, boxe). Nel penultimo e terz’ultimo numero figurano anche due brevi interviste a due cantanti del “Clan” di Adriano Celentano. Un certo rilievo hanno le pagine con un intento più marcatamente culturale come quelle dedicate alla riproduzione di testi e immagini riprodotte dal noto trattato Nuovo et Universale Theatro Farmaceutico di Antonio De Sgobbis del 1667. Nei numeri successivi, vengono pubblicate, solitamente nelle pagine 23-24, curiosità medicinali e farmaceutiche.

Dal numero 5 inizia una rubrica che ripropone alcune delle immagini e delle notizie sul territorio milanese tratte dall’opera Lombardia pittoresca del 1836 di Cesare Cantù e Michele Sartorio con i disegni di Giuseppe Elena.

Nel numero 13 un articolo ricorda il settimo centenario della nascita di Dante Alighieri. Sempre in ambito letterario vengono pubblicate brevi novelle di autori italiani e stranieri.

La copertina del notiziario è stata modificata ben sette volte nel corso dei 29 numeri di vita del periodico. Da un’impostazione classica, con una fotografia degli impianti di stabilimento a tutta pagina, si passa a copertine dall’impostazione grafica attraverso la rielaborazione di antiche immagini di laboratori farmaceutici, per approdare a copertine bozzettistiche che raffigurano boccette, alambicchi, vasi: gli strumenti classici del laboratorio farmaceutico. Dopo una serie di numeri in cui è la scritta “Bracco” ad occupare graficamente la copertina, si torna al tema delle attrezzature di laboratorio tratte da antiche incisioni, per concludere con una reinterpretazione grafica di simboli e scritte che rimandano a un immaginario alchemico. Costante di tutte le copertine è la stampa a due colori con l’uso di tinte forti.

Fino al numero 10, il redazionale di apertura o la notizia di rilievo del numero del periodico vengono stampati in prima pagina su un cartoncino diverso rispetto alla carta della rivista, sia per materiale che per misure, in quanto risulta di larghezza inferiore: una scelta di impaginazione per dare risalto alla funzione introduttiva dello scritto e per connotare la rivista. Sul retro del cartoncino è generalmente stampata un’immagine di corredo all’articolo della pagina a fianco.

L’impaginazione interna della rivista nei primi numeri è sostanzialmente classica. Man mano, tuttavia, si fa sempre più spiccato l’uso del secondo colore come mezzo per rompere la monotonia delle pagine, così come fotomontaggi, scontorni, accostamenti di fotografie contemporanee con incisioni ottocentesche rendono sempre più mosse e varie le pagine dell’house organ.