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Notizie IRI

titolo
Notizie IRI
sottotitolo
Rassegna bimestrale
azienda
Gruppo IRI
durata
agosto-settembre 1957 (n.1) - maggio-giugno 1980 (n. 248-249)
periodicità
Bimestrale, poi mensile (dal dicembre 1961), poi bimestrale (dal gennaio 1979)
distribuzione
Invio per abbonamento postale
editore
Edindustria editoriale S.p.A., Roma
direttore
Vincenzo Pinchera, Cesare Giacometti, Gabriele Alfieri, Giorgio Nani, Mario Panfili, Franco Schepis, Demetrio De Stefano
art director
Ugo Bevilacqua, Franco Bevilacqua, Ribera-De Angelis
contributi
Gabriele Alfieri, Fabrizio Antonini, Vincenzo Apicella, Salvatore Atzeni, Gilberto Balduini, Alberto Bandini Buti, Mario Benedetti, Enrico Benvenga, Ivo Bevilacqua, Lucio Cataldi, Bruno Corazza, Alberto Corrias, Umberto De Franciscis, Lucio De Giacomo, Vincenzo Emiliani, Cesare Falessi, Carlo Fedeli, Franco Fraschetti, Guido Frigessi di Rattalma, Cesare Giacometti, Alberto Giuliani, Giorgio Innamorati, Gian Piero Jacobelli, Sergio Liberi, Ugo Martegani, Aldo Marzot, Alberto Mazzetti, Maria Mori, Giuliano Nardo, Giuseppe Nicoletti, Italo Nicotera, Enrico Nobis, Ferdinando Orlandini, Loris Pachera, Agostino Paci, Mario Padovani, Ermanno Sabbadini, Goffredo Silvestri, Ennio Sofi, Carlo Trolio, Federico Usai, Sergio Vanni, Armando Zanetti Polzi
stampatore
ILTE – Industria libraria tipografica editrice, To
note
Il sommario del numero compare solo a partire dal n. 30 (mar. 1962), mentre l’inserto dell’indice annuale dal 1973. Il notiziario ha per supplemento annuale la sintesi dell’esercizio. Gli altri supplementi sono: suppl. al n. 121 (ott. 1969) Franco Maria Malfatti, “Le partecipazioni statali per lo sviluppo negli anni ’70 della comunità nazionale”; suppl. al n. 127 (apr. 1970) “Ricerca e sviluppo nel Gruppo IRI. Una proposta per i giovani delle università”; suppl. al n. 133 (ott. 1970) Flaminio Piccoli, “La strategia delle partecipazioni statali per lo sviluppo del paese”.
compilatore
Roberto Baglioni

Notizie IRI può definirsi come lo strumento a stampa che ha il compito di divulgare la validità della “formula” IRI, quella dell’intervento determinante dello Stato per il miracolo economico italiano, ritenuta efficace e da replicarsi persino dai governi laburisti inglesi degli anni Sessanta. La rivista restituisce tale protagonismo economico attraverso le immagini di gigantesche realizzazioni pubbliche e di colossali complessi industriali.

Il notiziario accompagna gli anni del cambiamento di ruolo rispetto alle origini dell’Istituto (ente provvisorio nato per affrontare l’emergenza dei fallimenti bancari) sancito dall’alleanza con gli industriali privati: si tratta dello sviluppo della grande industria di base e delle infrastrutture necessarie al Paese, non in supplenza dei privati ma in una concordata suddivisione dei compiti, agevolata anche dal costo contenuto dall’energia fornita dall’ENI di Mattei.

Notizie IRI può definirsi come lo strumento a stampa che ha il compito di divulgare la validità della “formula” IRI, quella dell’intervento determinante dello Stato per il miracolo economico italiano, ritenuta efficace e da replicarsi persino dai governi laburisti inglesi degli anni Sessanta. La rivista restituisce tale protagonismo economico attraverso le immagini di gigantesche realizzazioni pubbliche e di colossali complessi industriali.

Il notiziario accompagna gli anni del cambiamento di ruolo rispetto alle origini dell’Istituto (ente provvisorio nato per affrontare l’emergenza dei fallimenti bancari) sancito dall’alleanza con gli industriali privati: si tratta dello sviluppo della grande industria di base e delle infrastrutture necessarie al Paese, non in supplenza dei privati ma in una concordata suddivisione dei compiti, agevolata anche dal costo contenuto dall’energia fornita dall’ENI di Mattei. Gli articoli registrano così vituosi esempi di sviluppo dell’industria siderurgica, della rete telefonica e della costruzione dell’autostrada del sole, iniziata nel 1956. Sempre nel 1956, l’anno precedente all’avvio della rivista, fu creato il ministero delle partecipazioni statali, al cui operato essa dedicherà ampio spazio.

Il tono estremamente elogiativo dei contributi, non sempre fa emergere la presenza di quelle pericolose tentazioni che, a partire dagli anni Sessanta, determinarono gestioni e politiche dell’ente spesso di tipo clientelare. Restano di indubbio valore i grandi investimenti destinati al Meridione d’Italia, con la costruzione dell’Italsider di Taranto e dell’Alfa sud di Pomigliano d’Arco, così come la sua insostituibile funzione di ammortizzatore della grande crisi industriale italiana conseguente al primo shock petrolifero (1973).

A partire dagli anni Settanta si riesce a leggere tra le righe della rivista una crescente esposizione dell’Istituto verso le banche, con un indebitamento destinato a strozzare questo ente, tacciato forse frettolamente dagli analisti come ente assistenzialista e come “carrozzone” asservito alla politica.

 

La pubblicazione è curata dapprima dal Servizio relazioni pubbliche, poi dalla Segreteria generale ed infine dal Servizio stampa. Nell’editoriale “Il giornale aziendale” (n. 15, dic. 1959 - gen. 1960) il Direttore generale Silvio Golzio si esprime così: “è sentita sempre più l’esigenza di determinare un clima di relazioni umane non inasprite dalla tensione concorrenziale e dalle rigide esigenze del meccanismo economico, ma aperto ad un dialogo più personale. In questo orientamento si inquadra lo sviluppo moderno della stampa aziendale.” Ed il Gruppo IRI seguirà con interesse la diffusione globale del fenomeno house organ, collaborando ai lavori dell’Associazione della stampa aziendale italiana e contribuendo decisamente con la pubblicazione di numerosi periodici aziendali al suo interno. Notizie IRI ospita gli atti dei convegni della stampa aziendale del gruppo IRI (la prima è del 1957) e promuove momenti d’incontro. Così il Direttore generale Salvino Sernesi: «…ciò sta a significare che nell’ambito del nostro gruppo il problema della stampa aziendale ha un particolare significato, per la stessa struttura del gruppo … e per i nostri doveri di amministratori di imprese a partecipazione statale, che vanno al di là di una semplice ed economicamente oculata gestione di azienda». Contro la possibile deviazione paternalistica della stampa aziendale si esprime il presidente Giuseppe Petrilli: «bisogna fare delle singole pubblicazioni il tramite per un dialogo fra dirigenze e maestranze, dialogo di cui si è giustamente sottolineata anche qui la necessità e l’urgenza». In sintesi egli richiama l’indirizzo editoriale ai seguenti punti: «politica di gruppo, passaggio dal paternalismo alla unità aziendale, funzione della stampa aziendale come mezzo di promozione culturale dei dipendenti a tutti i livelli, difesa del punto di vista aziendale verso l’esterno.» Fermi impegni riaffermati anche nel n. 190-191 (lug.-ago. 1975) con l’articolo “Un ponte verso l’esterno”, dove si traccia una panoramica della stampa aziendale del Gruppo con un occhio di riguardo verso gli indirizzi dati dalla Federazione europea degli editori industriali (FEIEA) cui IRI partecipa.

 

Le rubriche si articolano nel corso dell’intero arco temporale con poche variazioni: Agenda; Le Assemblee delle società; Rassegna aziendale; Cronache del lavoro; Rassegna della stampa; Attività parlamentare; Dati statitici; Grafici. Lo spazio è equamante distribuito tra le realtà che compongono il gruppo (Fincantieri, Finmare, Finmeccanica, Finsider, Stet, Montecatini-Edison, Alitalia, Autostrade, Italstrade, Italstat, Italsiel, Banche di interesse nazionale e istituti finanziari). Spiccano gli articoli di fondo aventi carattere economico sul ruolo dell’IRI nell’economia nazionale, molti firmati dal professor Pasquale Saraceno a capo dell’ufficio studi dell’IRI. Tutti i vertici aziendali e gli esperti economici sono chiamati a dare il loro contributo illustrando problematiche e modalità di lavoro dei principali settori produttivi della holding di stato (Paolo Baratta, Salvatore Cafiero, Alberto Capanna, Nicolò Carandini, Fedele Cova, Luigi D’Agostini, Glauco Della Porta, Aldo Fascetti, Silvio Golzio, Giuseppe Luraghi, Salvatore Magri, Ernesto Manuelli, Giovanni Malquori, Mario Marchesi, Carlo Matteini, Leopoldo Medugno, Pietro Onida, Giorgio Pellegrini, Paolo Pelleri, Giuseppe Petrilli, Domenico Rea, Franco Recchi, Beppe Sacchi, Pasquale Saraceno, Salvino Sernesi, Mario Signora, Gaetano Stammati, Roberto Tremelloni, Giorgio Tupini, Bruno Velani, Guido Vignuzzi, Krister Wickman).

Forte risulta la connotazione analitico-statistica del periodico, che lascia poco spazio a contributi più informali. Prevalgono così gli articoli sull’attività di smobilizzo dell’IRI, sui mercati finanziari (prestiti obbligazionari in circolazione) con apparati e appendici statistiche, presentazione alla stampa del bilancio illustrato dal presidente, inaugurazioni di impianti con immagini della produzione, pubblicazioni dei dibattiti televisivi sull’IRI, pubblicazione dell’attività parlamentare inerente le partecipazioni statali.

Dal 1965 si presenta ai lettori una nuova veste grafica che prevede una copertina illustrata in b/n ed una nuova rubrica dal titolo “Moderne tecniche direzionali”, con l’esposizione delle attività promosse dall’IRI per migliorare e razionalizzare le gestioni aziendali con interventi incentrati sulla preparazione degli istruttori per la formazione professionale. In evidenza il report di Guido Vignuzzi sulla missione IRI negli Stati Uniti. Prende avvio anche la rubrica “Ricerca e sviluppo”, la cui attivià è illustrata nel n. 77 (feb. 1966) e nel numero monografico 216 (set. 1977).

Frequenti i reportage delle visite di delegazioni europee ed estere per apporfondire la formula IRI: ad esempio nel n. 66 (mar. 1965) si parla delle attenzioni dei governi laburisti inglesi; seguono quelle della Jugoslavia (n. 101 e 102 feb.-mar. 1968) ma anche il raffronto con la holding di stato svedese (n. 122, nov. 1969).

Restano di grande attualità gli articoli sul fabbisogno energico, in particolare quelli sul problema dell’elettronucleare e sulla posizione d’avanguardia raggiunta dall’Italia (realizzazione delle centrali del Garigliano e di Caorso, costituzione a Genova di Ansaldo Meccanico Nucleare) senza tralasciare gli investimenti in energia solare (n. 227, ago. 1978). L’innovazione riguarda anche la progettazione di nuovi sistemi informativi: dal 1969-70 molti articoli riguardano la rivoluzione informatica targata Italsiel. Tra gli esempi vi è l’elaborazione della contabilità di stato in forma elettronica (n. 146 nov. 1971) o ancora le applicazioni in ambito umanistico (“Dall’archivio all’informazione via computer” di Carlo Santacroce, n. 154-155 lug.-ago. 1972 e “La biblioteca su nastro. Impieghi e pospettive dell’elaboratore elettronico nell’aggiornamento bibliografico”, n. 181, ott. 1974), ma anche in ambito bancario e finanziario (“Automazione e modelli matematici per la banca del futuro”, n. 158, nov. 1972).

Tra i profili biografici delle personalità chiave per l’Istituto vi sono quelli di Francesco Giordani (presidente IRI fra il 1939 ed il 1943, n. 28 gen. 1962), Salvino Sernesi (n. 58-59 lug.-ago. 1964) e Oscar Sinigaglia (n. 46-47 lug.-ago. 1963).

La storia e la comunicazione aziendale sono spesso protagonisti: nel n. 42 (mar. 1963) si celebra il trentennale IRI con testi di Fanfani, Segni, Bo, Menichella, Petrilli; nel n. 50 (nov. 1963) si presenta un documentario cinematografico dal titolo “IRI 1963-Trent’anni al servizio del Paese” (pellicola 35 mm., 40’ realizzata da IRI con la regia di Francesco Rossi). L’intento della filmina è divulgativo ma è anche rivolto anche a quei risparmiatori che danno fiducia al gruppo. Segue nel n. 90 (mar. 1967) il documentario “IRI una formula per il progresso” prodotto da RAI-TV e vincitore del premio Mercurio d’oro 1967; nel n. 56 (mag. 1964) si presenta alla stampa l’opera scientifica “Archivio economico dell’Unificazione italiana” (prevista in 20 voll.); nel n. 65 (feb. 1965) il volume “La formazione del personale nelle aziende industriali. Saggi raccolti a cura dell’IRI”, Vallecchi, Firenze. Negli anni 1975-1976 si proiettano le filmine industriali del Gruppo che partecipano a diverse rassegne di cinema industriale.

La parte che più colpisce e che ci restituisce l’immagine di un gigante è quella della realizzazione delle grandi opere infrastrutturali a cominciare dal rapporto di Fedele Cova “La rete autostradale IRI” (n. 34-35, lug.-ago. 1962) e dall’articolo “L’Autostrada del Sole: un’altra grande opera dell’IRI al servizio del Paese” (n. 58-59, lug.-ago. 1964). Segue la realizzazione de “La metropolitana dell’Europa” (n. 68, mag. 1965 e n. 70-71 lug.-ago. 1965) sull’inaugurazione del traforo del Montebianco, realizzato con l’apporto finanziario, tecnico ed organizzativo dell’IRI. Nel n. 72 (set. 1965) si parla della più lunga strada sopraelevata d’Europa a Genova, con l’impiego di 15.000 ton. di acciaio Italsider. Nel n. 89 (feb. 1967) l’orgoglio dei cantieri navali IRI a Castellammare di Stabia si materializza con “Il varo dell’incrociatore Vittorio Veneto”. Nel n. 195 (dic. 1975) si fa invece il punto sui lavori di costruzione della metropolitana di Roma (Metroroma di IRI-Italstat).

Nel n. 246-247 (mar.-apr. 1980) insieme all’annuncio dell’imminente cessazione della rivista, si parla di un nuovo notiziario di gruppo a cura di Demetrio De Stefano (che firma gli ultimi due numeri del periodico) che avrebbe dovuto darsi alle stampe nel 1981 e che però non ebbe seguito. In quell’anno l’IRI era un gruppo articolato in circa 1.000 società con più di 550.000 dipendenti.