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Rassegna Alfa Corse

titolo
Rassegna Alfa Corse poi Rassegna Alfa Romeo poi Alfa Romeo
azienda
Alfa Romeo
durata
1938 - 1941
periodicità
Mensile, poi bimestrale
compilatore
Alan Guido Mantoan

L'Alfa Romeo, storica azienda automobilistica milanese nata nel 1910, ottenne la propria fama  internazionale di grande costruttrice di vetture sportive negli anni tra le due guerre mondiali. Nel 1938, quando l'azienda aveva cambiato profondamente fisionomia, cominciò ad uscire la rivista “Rassegna Alfa Corse” o “Rassegna Alfa Romeo” (a volte denominata semplicemente “Rassegna” o “Alfa Romeo”), dedicata in particolare agonistico.

Gli anni tra le due guerre videro un susseguirsi di affermazioni dell’Alfa Romeo nelle più importanti corse dell'epoca accompagnate però da profondi dissesti finanziari dovuti inizialmente a una crescita sproporzionata e investimenti sbagliati nel primo dopoguerra da parte di Nicola Romeo e della Banca italiana di sconto a lui fortemente legata.

Col passaggio dell'azienda all'Istituto di liquidazione nel 1926, iniziò contro ogni previsione un fortunato periodo caratterizzato da buone vendite di vetture sportive, grazie anche a una serie di importanti vittorie agonistiche conseguite a livello internazionale che resero il marchio celebre in tutto il mondo. Tuttavia le persistenti difficoltà finanziarie portarono alla estromissione dei dirigenti e nel 1933 al passaggio dell'Alfa Romeo all'Iri, che determinò la chiusura del ramo corse, in quanto i costi erano insostenibili per un'azienda che necessitava di una riorganizzazione tecnica e di un risanamento finanziario. Gli ottimi risultati ottenuti dal marchio negli anni venti avevano però suggerito di non sospendere definitivamente l'attività, ma di affidare le vetture da corsa alla Scuderia Ferrari, sotto la direzione dell'ex pilota dell'Alfa Romeo Enzo Ferrari.

Nel 1938 la situazione finanziaria consentiva ormai un ritorno diretto al mondo delle corse e la rivista “Rassegna Alfa Corse” nacque in concomitanza all'Alfa Corse, che andava a sostituire la Scuderia Ferrari.

L'editoriale del primo numero venne infatti dedicato alla nascita del reparto agonistico, fortemente voluto dal direttore generale Ugo Gobbato, per riportare sotto il controllo della direzione tutta l'attività sportiva, che garantiva all'azienda sia un importantissimo ritorno d'immagine nei confronti dei clienti, sia un elemento di coesione e affiatamento della forza lavoro dell'azienda. Non va dimenticato inoltre l'intento nazionalistico e propagandistico, che giovava all'azienda nel mantenere buoni rapporti con le gerarchie del regime e con lo stesso Mussolini. Frequenti ad esempio erano le visite del Federale di Milano allo stabilimento del Portello. Nel numero di aprile del 1939 veniva riportato il resoconto della posa della prima pietra dello stabilimento aeronautico di Pomigliano d'Arco ad opera di Mussolini, evento sul quale l'azienda scommetteva il proprio futuro nel settore aeronautico.

Fino a tutto il 1940 prevaleva lo spazio dedicato all'attività agonistica: cronache delle corse, commenti tecnici sulle vetture e presentazione delle virtù e delle imprese dei piloti Alfa Romeo; in media seguivano poi un paio di articoli sul settore aeronautico, dando anche qui risalto ai risultati ottenuti in competizioni sportive dai motori Alfa Romeo. Non mancavano ovviamente i resoconti delle imprese di gerarchi fascisti e alti gradi dell'Aeronautica, ottenute con velivoli motorizzati dall'azienda milanese (si veda ad esempio Il volo transatlantico dell'On.le Klinger, n.1 aprile 1938). Non di rado venivano riportati resoconti anche della motonautica, dove l'Alfa Romeo forniva motori derivati dalla produzione automobilistica e montati su scafi leggeri da competizione. Ovviamente l'interesse era indirizzato verso le imprese dei piloti dell'Alfa Corse Nuvolari, Farina Sommer, Tadini, Pintacuda, Siena, Biondetti, Sereni e Villoresi ai quali si aggiunsero altri importanti nomi dell'automobilismo nel corso degli anni. Ma ovviamente protagonista era il mezzo impiegato e l'eco delle vittorie riportato dalla stampa, che era spesso riportata in una rassegna dopo le gare, come avvenne ad esempio per celebrare il primo e secondo posto di Villoresi e Biondetti con le nuove 158 Alfa Corse alla XVIII Coppa Ciano (n.4 agosto 1938).  Venivano inoltre presentate le nuove vetture, le carrozzerie e un resoconto dai principali saloni internazionali, fiere ed esposizioni dove l'Alfa fosse presente. Si vedano ad esempio le presentazioni delle vetture nei diversi modelli carrozzati Touring. I numeri si chiudevano spesso con racconti aventi per oggetto il mondo automobilistico.  Questa impostazione privilegiava ovviamente le prestazioni e i risultati sportivi, lasciando spazi più contenuti ad altri argomenti. Dal 1940, con la riduzione e la progressiva sospensione di tutte le attività agonistiche a causa della guerra, la rivista assunse una funzione più tecnica, decisamente interessata a sottolineare il ruolo dell'azienda nello sforzo bellico, lasciando sullo sfondo il settore automobilistico.

Ma il primo cambiamento significativo avvenne con la sospensione delle pubblicazioni dal numero di ottobre del 1939: la prima uscita del 1940 si apriva infatti con l'editoriale La Rassegna rinasce, dove la direzione presentava la rivista ripensata come bimestrale, con uno spazio maggiore dedicato ad argomenti non legati al mondo delle corse o delle automobili.

Sotto la guida di Gobbato l'azienda aveva infatti diversificato le produzioni dando ampio spazio  al settore aeronautico che garantiva le commesse da parte dell'Aeronautica e sviluppando inoltre autocarri e mezzi pubblici che trovarono  mercato nelle colonie. Il legame di collaborazione con l'esercito e l'impegno nello sforzo bellico venivano ripresi in resoconti sulle visite dei gerarchi agli stabilimenti e nelle occasioni pubbliche importanti alla presenza delle delegazioni dell'azienda.

Con la guerra il settore aeronautico ricevette dunque maggiore attenzione, ma trovarono più spazio anche le produzioni degli autocarri e degli autobus, con particolare interesse all'impiego di carburanti autarchici, quali ad esempio il gasogeno (Gli autoveicoli a gasogeno ed a metano nel XVIII  E. F., n.18 marzo-aprile 1940), benché l'attenzione verso queste soluzioni fosse in realtà più dovuta alle imposizioni del regime che non a un reale interesse da parte dei tecnici dell'azienda.