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Comunicare l’impresa > Vita dell’Atac
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Vita dell’Atac

titolo
Vita dell’Atac
sottotitolo
Foglio d’informazione per il personale dell’Azienda Tramvie ed Autobus del Comune di Roma
azienda
Atac
durata
1956 (a. I, n. 1) - 1972 (a. XIV), sospeso dal 1967 al 1969
periodicità
Mensile
distribuzione
Spedizione gratuita in abbonamento postale al personale degli autofilotramvieri
editore
Atac
direttore
Angelo Patrassi, Giuseppe Sales, Giorgio La Morgia, Mario Gargano
art director
Luigi Liberati
contributi
Mario Gargano, Gabriele Solfanelli, Giulio Borghi, Amilcare Cerbaia, Leopoldo Cimato, Omero Cirotti, Antonio Di Marcotullio, Giovanni Gerbino, Alessandro Merlini, Roberto Mollicone, Vincenzo Puccinelli, Paolo Radicchi, Guglielmo Ricciardi, Vittorio Stasi, Lamberto Villani, Mario Zacchi
stampatore
Apollon
compilatore
Roberto Baglioni

Rivista aziendale di una grande municipalizzata che, insieme all’house organ della consorella Acea (acqua ed elettricità), animano il dibattito sull’utilità delle municipalizzate nell’economia del Paese e orientano politicamente i lettori sulle tante e difficili scelte del governo locale riguardanti l’erogazione dei servizi pubblici nella Capitale. Preceduta nel maggio del 1955 da un "Notiziario" che, al suo esordio, annunciava l’uscita di un bollettino mensile, "Vita dell’Atac" viene salutato dal Presidente Giuseppe Sales quale strumento utile per "coordinare le aspirazioni affinché sia più agevole procedere, tutti uniti, per il raggiungimento di quegli obiettivi [del servizio pubblico di trasporti] che non disgiungono l’interesse dei dipendenti dall’interesse dell’azienda e da quello più vasto e generale della cittadinanza". La rivista nasce col decisivo contributo della Commissione amministratrice e della Direzione dell’Azienda municipalizzata. Il Direttore, nel suo primo editoriale, chiarisce i propositi del nuovo giornale, che vuole occuparsi strettamente della realtà economica rappresentata dell’Azienda di trasporti, nella sua globale interezza: "partiamo da questa realtà comune… tentiamo una volta tanto di valorizzare ciò che abbiamo in comune, gli interessi, le speranze condivise, oggi sminuiti dalla volontà di settarismo moltiplicatesi su tutto e su tutti ad ogni costo".

L’editoriale in prima pagina è di consueto riservato al Presidente, che spesso lo connota con non pochi riferimenti a un certo solidarismo cattolico e ad un paternalismo forse anacronistico, senza mai dimenticare una deferenza al clero e al potere politico locale in particolare alla vicenda democristiana nella gestione della cosa pubblica. Il senso identitario che intende diffondere lo raggiunge, nei primi dieci numeri, con la rubrica storica “Cenni di storia aziendale”, che ricostruisce e testimonia puntualmente l’affermazione della azienda dalla sua fondazione ad oggi. Il coinvolgimento di dirigenti e dipendenti passa anche attraverso una dettagliata descrizione delle attività e delle funzioni aziendali, nei contributi della rubrica seriale “Come funzionano i Servizi”, che presentano al lettore il lavoro degli uffici: così i capi-servizio ci spiegano come funzionano, nell’ordine, l’Ufficio Legale, la Commissione amministratrice, gli Affari generali, gli Impianti fissi, il Materiale mobile, gli Studi e collaudi, il Movimento e il Centro Meccanografico. Il coinvolgimento e la valorizzazione dei dipendenti si evincono anche dalle rubriche “Comunicazioni al personale” e “Obiettivi aziendali”, riccamente illustrate, mentre largo spazio viene dato alla molteplice attività ricreativa svolta del dopolavoro, articolato nelle varie sezioni dell’Enal. L’azienda possiede anche una biblioteca, celebrata nel n. 10/1963 nell’articolo 3 luglio 1937: nasce la biblioteca aziendale che ne ripercorre la storia. A partire dal n. 9/1957 si inseriscono vari servizi sulle case edificate per i dipendenti Atac, nell’ambito dell’attuazione del piano Ina Casa. Chiude il giornale, in IV di copertina, la rubrica “Sport aziendale”, seguita da “Attività della Commissione amministratrice”. Di una certa ampiezza anche l’approfondimento delle tematiche legate alla prevenzione infortuni e alla sicurezza sul lavoro, campi questi in cui l’azienda intende investire. Questa grande attenzione al dipendente è controbilanciata da una puntuale analisi del bisogno degli utenti, fino a definire una sorta di carta dei servizi ante litteram: ricorrono numerose inchieste sulla qualità del servizio, sulle modalità di miglioramento del rapporto intrattenuto col pubblico, favorendo quello che è considerato dalla Commissione amministratrice l’obiettivo primario. In tale ottica va anche l’indagine comparativa che pone a confronto il sistema di trasporto pubblico di Roma con quello delle principali metropoli europee, cercando di individuare le possibili aree di miglioramento. Nel corso del 1965 si illustra e commenta a più riprese l’innovazione rappresentata dalla automazione della biglietteria. La costante partecipazione all’attività dell’Associazione della stampa aziendale italiana è testimoniata, per esempio, nel n. 6/1958 con l’articolo Contributo della stampa aziendale alla formazione della cultura, tema che fa da sfondo al IX Convegno della Stampa aziendale, cui partecipa attivamente il redattore. Il presidente, che assume la direzione della rivista a partire dal maggio 1958, afferma che la stampa aziendale "può rappresentare una reazione, un correttivo all’isolamento, alla solitudine dell’individuo, il quale, nella rigorosa ripartizione del ciclo produttivo, nella standardizzazione degli atti operativi, rischia di rimanere sempre più estraneo all’attività che svolge". Una crescente opera di sensibilizzazione sul tema delle aziende municipalizzate e della legislazione in materia (a titolo d’esempio nel n. 8/1958), unito al dibattito sulla loro utilità, mostra, accanto alla difesa degli interessi aziendali, una certa preoccupazione sull’affermazione di recenti tendenze liberistiche che vorrebbero l’occupazione del mercato appannaggio delle società private. E forse in tale direzione va anche lo sforzo divulgativo di alcuni articoli che, a più riprese, affrontano le principali nozioni, ma anche gli approfondimenti degli istituti che stanno alla base della educazione civica e dell’iniziativa economica e sociale, promuovendo la conoscenza della Costituzione, dei diritti e doveri dei cittadini, dei meccanismi di funzionamento degli organi di governo centrale e delle autonomie locali. A partire dal 1960, occupa uno spazio fisso la presentazione dettagliata del Piano di riordino del servizio dei trasporti cittadino. È solo col 1961 che si consolida il gruppo dei collaboratori corrispondenti, sino ad allora estemporanei. Sempre in quell’anno la rivista saluta l’elezione del presidente Sales a deputato (n. 1/1962), che lascia il suo incarico per incompatibilità e viene sostituito, anche nel suo compito di direttore della rivista, dal nuovo presidente Giorgio La Morgia. Quest’ultimo, nel suo primo editoriale (nn. 3-8/1963), invita tutti i lettori ad attivarsi nella collaborazione al fine di dare continuità al giornale. Una nuova rubrica prende forma col nome “Come ci vede la stampa”, restituendo quella che è l’immagine dell’azienda attraverso la stampa. Dalla fine degli anni Sessanta l’attività editoriale si affievolisce tanto che il periodico da mensile riduce progressivamente la sua uscita a due/tre numeri l’anno. Fra i temi prevalenti si segnala l’inquinamento dell’aria nelle città e la congestione del traffico, con i primi provvedimenti istitutivi delle corsie preferenziali. Il n. 7-9 è monografico ed è dedicato all’approvazione dello Statuto dei lavoratori, qui pubblicato integralmente, considerata una conquista epocale nel campo della disciplina giuslavorista. L’attenzione al personale continua con una serie di contributi riguardanti la storia dei dipendenti, ripercorrendo anche le relazioni industriali e pubblicando i contratti integrativi aziendali succedutisi. Nel n. 4-11/1971 si fa riferimento alla costituzione di una Società mutua assicuratrice fra il Comune di Roma, Atac, Acea, Centrale del latte e Stefer, denominata AscoRoma per la copertura dei rischi di responsabilità civile, compresa l’assicurazione verso i terzi trasportati derivante dalla circolazione dei veicoli. Proprio in questi anni prendono corpo numerose analisi sulla crisi finanziaria patita dall’azienda e sul costo sociale di essa. Col n. 7/1972 la rivista cessa di esistere in concomitanza con l’elezione a deputato del direttore responsabile Mario Gargano.